Giovane anima

Alisea Gervasoni

Un album originale che ha dimostrato come anche nella musica leggera si possa avere successo anche con proposte che non seguono le mode correnti.

Puntata numero ottanta

Alla fine del 2019 i produttori dell’ultimo film di James Bond “No Time to Die” erano alla ricerca di un autore che avrebbe dovuto comporre e cantare l’usuale canzone di apertura di tutti i film della serie. Questo artista sarebbe andato così ad aggiungersi ad una lunga lista di star della musica leggera che, nel corso degli anni, aveva già annoverato nomi importanti come Shirley Bassey, , Nancy Sinatra, Tom Jones, Louis Armstrong, Paul McCartney,  i Duran Duran, Tina Turner,  Sheryl Crow, Madonna,  Chris Cornell, Alicia Keys e Adele.

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La loro scelta cadde su una giovane cantautrice di anni diciotto, che avrebbe tra l’altro dovuto collaborare col premio “Oscar” Hans Zimmer, autore della colonna sonora, il cui nome è Billie Eilish.

Billie Eilish

Billie Eilish rappresenta senza ombra di dubbio un fenomeno particolare per quello che riguarda la “Pop Music”. È infatti la dimostrazione del fatto che, anche nella musica cosiddetta leggera e di consumo, l’originalità può “pagare” ancora.

Il suo modo di scrivere i brani, di pubblicizzarli, di distribuirli è, infatti, del tutto personale.

Il suo esempio conferma che, anche andando contro corrente, si possono ottenere sia risultati artistici che di vendita veramente importanti.

Considerando la sua evoluzione artistica possiamo capire, per l’ennesima volta, come in questo campo la musica leggera italiana si dimostri, purtroppo, ancora molto carente. La nostra produzione musicale infatti tende sempre all’imitazione e alla riproposizione di modelli e generi che ci arrivano dall’estero. In pratica quasi mai i nostri giovani, e non solo, che producono musica arrivano a formulare proposte originali ed inventive. Lo scopo di autori e discografici, in Italia, sembra essere quello di andare sempre sul sicuro creando prodotti che siano il più possibile conformi alla moda corrente.

Billie Eilish ha molte caratteristiche che la rendono unica.

Come prima cosa ha raggiunto il successo giovanissima, nel 2015, quando non aveva nemmeno quindici anni, essendo nata nel 2001.

Si potrebbe definire una popstar di nuovo modello. È infatti radicalmente diversa da molti suoi colleghi sia della sua generazione che di quelle precedenti. E’ perfettamente inserita nel suo tempo e scrive musica utilizzando gli strumenti del suo tempo, sia a livello di composizione che di distribuzione, come vedremo più avanti.

Los Angeles

Ovviamente il fatto di essere nata a Los Angeles da una famiglia di artisti, i genitori sono infatti entrambi attori,  l’ha senza dubbio facilitata nell’intraprendere la sua carriera. Anche il fratello maggiore, Finneas, che è diventato in pratica il suo partner artistico nonché co-autore delle sue canzoni, è  egli stesso un musicista e  un attore.

Finneas

Un’altra sua prerogativa è quella di essere una delle esponenti principali di quella che viene chiamata, con un po’ di ironia, la “Bedroom music”. Tutte le sue canzoni nascono, in stretta collaborazione col fratello, nei due piccoli studi di registrazione ricavati nella loro casa e più precisamente, nelle rispettive camere da letto.

I due ragazzi utilizzano, per fare musica, strumenti che sono alla portata di chiunque, ormai, sia a livello di software che di computer. Li hanno sistemati nella propria casa evitando i costosissimi e professionali studi di registrazione e lavorando, di conseguenza, in un ambiente raccolto senza stress, problematiche esterne, e senza spendere cifre esorbitanti per produrre la loro musica.

Quello che rende particolare il loro lavoro, però, è l’originalità e la personalità con cui utilizzano questi strumenti.

La scelta delle sonorità e la cura nell’arrangiamento, cioè nel vestito che confezionano per i vari brani, sono infatti il punto di forza di tutte le loro canzoni, oltre, naturalmente all’efficacia dei testi tutti composti dalla stessa Billie. Anche l’attenzione quasi maniacale al dettaglio e l’andare all’essenza di un suono senza fronzoli sono ulteriori armi vincenti per rendere i loro brani così particolari.

Non bisogna poi dimenticare quello che è il vero marchio di fabbrica, per così dire, di Billie Eilish : il suono della sua voce.

È un timbro vocale del tutto personale. Sembra tenue e quasi soffiato ma, in realtà, risulta caldo ed avvolgente in virtù non solo delle sue caratteristiche naturali ma anche della particolare tecnica che utilizza per registrare. Billie Eilish canta, praticamente sempre, a strettissimo contatto col microfono, senza rispettare la canonica distanza di circa quindici centimetri. Posizionandosi così vicino la sua voce diventa non solo estremamente presente anche a basso volume , ma risulta proprio come se lei fosse nella stessa stanza di chi ascolta.

Altro punto di forza delle sue canzoni sono, come dicevo prima i testi.

Le sue liriche parlano principalmente sia delle delusioni portate dall’amore e dalla vita che, soprattutto, del malessere generazionale e della difficoltà di adattarsi alle regole che la società prevede. C’è molta amarezza nei suoi versi e un’inquietudine di fondo del tutto inusuale per le star di questa generazione i cui testi, generalmente, sono molto “leggeri”. Le sue canzoni sono piene di scenari abbastanza inquietanti e traumatici.

A volte sembra mettere in scena i peggiori incubi che una persona della sua età possa avere. Questo fa si che il pubblico si riconosca in lei e si affezioni alle sue storie.

Ma nei suoi testi affronta anche tematiche più  generali come la lotta per l’ambiente e contro il cambiamento climatico e nelle interviste e dichiarazioni tocca , ad esempio, argomenti sensibili come quello dei diritti delle persone discriminate o degli animali.

La sua carriera, come detto, è stata fulminante. E’ iniziata, infatti, con la pubblicazione su SoundCloud, nel 2015, del brano “Ocean Eyes”, diventato subito virale. Da li in poi il numero degli ascoltatori è cresciuto in maniera esponenziale ogni anno.

E’ interessante come lei stia adottando una tecnica di distribuzione dei brani completamente diversa dall’usuale. In pratica invece di pubblicare, come tutti fanno, un album ogni tanto, sceglie di affidare alle varie piattaforme di distribuzione un brano ogni due-tre mesi. In questo modo mantiene sempre viva l’attenzione del pubblico, potremmo dire dei suoi follower. Se voi guardate ad esempio su YouTube potrete facilmente notare come le visualizzazioni dei suoi video raggiungano, in questo modo, risultati impressionanti. In un secondo momento decide di raccogliere tutte le canzoni in un album. Questo è quanto ha fatto, in pratica, nel 2019 quando ha pubblicato il suo primo e vero disco intitolato “When we fall asleeep where do we go?”

Già il titolo è interessante perché “Quando ci addormentiamo dove andiamo?” può essere letto in due modi, uno più infantile quasi da favola, l’altro, probabilmente più veritiero, da persona adulta che si pone delle reali domande.

In questo album possiamo trovare molti brani interessanti che contribuiscono a delineare al meglio lo stile di Billie Eilish.

Il singolo trainante di tutto il lavoro è probabilmente “bad guy”. Ha un ritornello quasi ossessivo ed orecchiabile. Il testo ironizza sulla figura del “duro”, sia uomo, donna o chiunque, facendola sembrare quasi una figura da circo e la scelta dei suoni, soprattutto quello della melodia strumentale del ritornello, cerca di rendere appunto quest’idea.

Nella canzone risulta evidente un’altra caratteristica di tutta la produzione musicale di Billie Eilish, cioè la ricerca di una sonorità generale volutamente scarna, scevra di qualsiasi orpello o abbellimento sonoro ridondante. La tendenza è quella di andare all’essenza del suono, utilizzando solamente gli strumenti indispensabili per “tenere in piedi il brano” in modo da creare il maggior spazio possibile per la voce. In questo bisogna ammettere che le abilità di arrangiatore e produttore di Finneas sono veramente notevoli. La sua ricerca di una sonorità quasi spartana ma ugualmente efficace è veramente interessante. Altra caratteristica geniale è la tendenza a creare novità nel brano togliendo elementi invece di aggiungerne altri come si fa di solito. In “bad guy”, ad esempio nella seconda strofa rimangono in pratica quasi solamente le voci e questo crea un effetto veramente stimolante.

L’inizio della canzone è questo

bad guy

Ascoltando con attenzione (consiglio al solito buone cuffie o casse decenti) si può notare la presenza, quasi sempre, di più di una traccia vocale. La cura che Billie Eilish ha per la voce è veramente da professionista puntigliosa.

In un’intervista Finneas ha dichiarato che in qualche brano sono arrivati addirittura a incidere un centinaio di tracce scegliendo poi quelle più adatte alla canzone. Va specificato che Billie canta da sola anche tutte le armonizzazioni (seconde e terze voci) senza ricorrere all’aiuto di quel software in grado di sistemare le intonazioni vocali più, diciamo, ballerine, che tanto va di moda nella musica di oggi, chiamato Autotune. Questo software può essere utilizzato anche per creare effetti vocali particolari ed è per questa sua particolare funzione che i due artisti, a volte, lo utilizzano.

A questo punto qualcuno potrebbe obbiettare che, in fondo, si tratta solo di Pop Music adatta ad un pubblico di ragazzi.

Mi permetto di dissentire perché, se è vero che si tratta di musica pop è altrettanto innegabile che c’è molto di più di quello che può sembrare ad un primo ascolto. Quello che personalmente mi colpisce è il fatto che, in ogni brano, si possono trovare elementi interessanti e caratteristiche particolari che rendono ogni canzone diversa dalle altre. Un suggerimento che mi sento di dare è quello di ascoltare solamente l’audio di queste canzoni le prime volte e di  guardare i video corrispondenti in un secondo momento. Questo perché i video essendo molto d’impatto, di grande presa emotiva e a volte crudi, possono distrarre all’inizio rispetto all’ascolto della musica , che poi è, ovviamente, la cosa più importante.

Spesso infatti sul fenomeno Billie Eilish sono state scritte montagne di parole, soprattutto per quello che riguarda il suo modo di porsi, il suo look, le sue dichiarazioni,  e, di conseguenza, viene, a volte,  trascurato proprio l’impatto della sua musica sulla scena internazionale  che è, invece,  proprio quello che distingue, a mio avviso,  e rende personale quest’artista rispetto a molte delle altre attuali  proposte.

Altro brano dell’album è “xanny” un modo un po’ gergale di riferirsi allo xanax, famoso ansiolitico. Nel testo viene affrontato l’abuso di certe sostanze tra i ragazzi con particolare attenzione agli effetti negativi che questo ha avuto sugli amici di Billie Eilish e su lei stessa.

Anche in questo caso l’arrangiamento è ridotto al minimo. Nel ritornello sono presenti praticamente quasi solo le voci accompagnate con una sonorità distorta di basso. Ogni strofa ha una sonorità diversa

xanny inizio

In questa atmosfera così particolare ad un certo punto, precisamente al minuto 2’e 22” troviamo un momento molto melodico, di forte contrasto con tutto quello ascoltato fino a quel momento . Dopo di questo la terza strofa si “asciuga” ancora di più e il brano finisce, in pratica, solo con le voci armonizzate con un effetto veramente interessante

xanny finale

Si potranno dire tante cose di questa ragazza ma non che non abbia una forte personalità e un coraggio da leone perché finire un brano in questo modo vuol dire veramente avere perfetta coscienza delle proprie capacità e della propria levatura artistica.

Il brano probabilmente più pop di tutto il disco è “all the good girls go to hell” il cui testo affronta il problema del cambiamento climatico. Billie Eilish ha voluto però vederlo da una prospettiva particolare. E’ come se Dio e il Diavolo, guardando gli uomini dall’alto in basso, si domandassero delusi da loro “Cosa sta succedendo, perché stanno facendo tutto questo?”

Il tutto viene rappresentato musicalmente in un modo abbastanza scanzonato e, come dicevo, molto pop

all the good girls go to hell

Un brano in cui risalta in modo evidente il particolare utilizzo delle voci è “when the party’s over”. Il testo narra della fine di un rapporto amoroso ma non in modo triste, piuttosto abbastanza arrabbiato.

Musicalmente all’inizio ci sono solo le voci con l’aggiunta di un suono che fa da scarno accompagnamento ritmico  e l’atmosfera ricorda un po’ quella dei Gospel

when the party’s over

In “listen before i go” l’atmosfera diventa quasi quella di una ballad con vaghe influenze jazz. Abbiamo solo un pianoforte che accompagna in modo ritmicamente statico e rumori di città che stanno sullo sfondo. L’unico rinforzo ritmico è l’entrata, ad un certo punto, di note singole e staccate di un suono di  basso distorto.

Il testo, molto crudo, parla di depressione e di aspirazione al suicidio di una persona che sale su un tetto e cerca disperatamente un dialogo. E’ interessante , a questo proposito, riportare quanto la stessa cantante ha affermato, al riguardo, in un’intervista:

Non devi passare attraverso nulla per scrivere su di esso, o puoi passare attraverso tutto e scrivere di qualcos’altro. È letteralmente come raccontare una storia, puoi scrivere di qualcosa che hai fatto, puoi scrivere di qualcosa che il tuo amico ha fatto, o vuoi fare, o che facevi tu, o che tua madre ha fatto”.

L’argomento è molto tosto ma la canzone, per converso, è delicata e struggente

listen before i go

Come si può facilmente notare, le atmosfere, le situazioni e le scelte musicali sono molto diverse tra loro. E’ sempre presente però una caratterizzazione che le rende sempre estremamente personali.

Tutti i titoli, tra l’altro, sono scritti rigorosamente in minuscolo che, nel linguaggio del web, è il modo di comunicare pacato che si contrappone all’uso dei caratteri maiuscoli che simboleggiano l’uso di tono di voce forte.

Questo è importante ed evidente in una delle canzoni più delicate dell’album :” i love you” in cui si parla del desiderio d’amore e contemporaneamente del rifiuto dell’amore, forse per paura.

Potrebbe sembrare una canzone solamente melodica e un po’ sdolcinata caratterizzata com’è, all’inizio, da un arpeggio di chitarra acustica. Il tocco di classe, che inserisce un elemento di novità, però lo abbiamo sulla progressione musicale che sottolinea i versi:

“ Say you were tryna make me laugh
And nothing has to change today
You didn’t mean to say “I love you”
I love you and I don’t want to, ooh)”

i love you

Per concludere possiamo tornare all’inizio e dire che se ci fossero ancora dei dubbi sulla levatura artistica di questa ragazza, questi dovrebbero sparire ascoltando la musica del brano “No Time To Die”. Perché in questa canzone Billie Eilish dimostra di saper centrare perfettamente lo spirito e l’atmosfera del film di James Bond rivitalizzando una tradizione e una sonorità ormai iconica e lo fa riuscendo, nel contempo a mantenere intatta la sua personalità e le sue caratteristiche, pur a confronto con un grande come Hans Zimmer. Dimostra inoltre, se ce ne fosse bisogno, di saper utilizzare la propria voce anche in modo più grintoso e presente come accade quando la melodia sale verso la parte finale della canzone.

No Time to Die

E’ senza dubbio un personaggio interessante, da poco maggiorenne, destinato, penso, a proporre anche in futuro cose interessanti, come del resto ha già fatto con l’uscita del suo secondo lavoro :” Happier Than Ever“.