Umberto Nannelli
“Le parole dei profeti si trovano sulle pareti delle metropolitane,
negli atri dei caseggiati, e mormorano il suono del silenzio”.
Puntata numero centoquarantasette.
“Non ho idea da dove sia venuta. È arrivata all’improvviso. Un attimo prima non c’era e il minuto successivo tutta la melodia era li. È stato uno dei momenti più scioccanti in tutta la mia carriera di songwriter. Ricordo che a quel tempo ho pensato: “ Questo è molto meglio di come scrivo di solito”. Ma arrivò tutto velocemente. Poi ho scritto il testo e ho detto a Garfunkel, “Ho scritto questo pezzo e penso che tu dovresti cantarlo”
(Paul Simon parlando di “Bridge Over Troubled Water”)
Facendo seguito alla puntata della scorsa settimana ho pensato a qualche altro album che potesse essere adatto a questo periodo festivo, pur non essendo strettamente legato al Natale. Sono un po’ stanco, infatti, di tutto quello stereotipato imaginario sonoro che di solito ci accompagna durante queste giornate.
Tra le tante possibilità una, in particolare, mi è venuta alla mente. Riguarda un disco, la cui storia mi piacerebbe raccontarvi, che ha avuto origine da un evento verificatosi il 19 settembre 1981. Quel giorno infatti a New York, e più precisamente a Central Park, il famoso polmone verde della metropoli americana, si tenne un concerto di beneficenza. Lo scopo era quello di una raccolta fondi per provvedere alla manutenzione del parco stesso. Il concerto, che si svolse alla presenza di ben 500000 persone, ebbe come protagonisti Paul Simon e Art Garfunkel.

L’evento ebbe un enorme successo anche perché rappresentò il ritorno sulle scene di questo amatissimo “duo” di artisti, che, in realtà, aveva cessato la sua attività quasi undici anni prima.
Cerchiamo di capire quali erano le caratteristiche di questo “duo”.
Simon e Garfunkel si conoscono fin dai tempi della scuola, negli anni 50, quando scoprono di avere delle attitudini musicali che si sposano benissimo tra loro. Paul Simon, abbastanza basso di statura, ha una vocalità calda, tendente a sonorità scure. Art Garfunkel, per converso, è molto più alto e possiede una voce più acuta, sottile e delicata. L’impasto tra questi due differenti timbri e registri vocali, diventerà una delle caratteristiche salienti di tutta la loro produzione.

Fin dall’inizio amano, cercando di imitarne l’esempio, un altro duo che in quegli anni era molto popolare in America: gli “Everly Brothers”. Quello che li attira maggiormente è la capacità di questi due fratelli di armonizzare le voci in modo originale.
Per farvi capire meglio di cosa sto parlando vi faccio ascoltare parte di una delle hit degli Everly Brothers degli anni 50, intitolata “ All I Have To Do Is Dream”
Seguendo l’esempio di questo duo, Simon e Garfunkel pubblicano le loro prime canzoni. Si presentano al pubblico, però, con un nome d’arte abbastanza buffo “Tom & Jerry”, col quale si affacciano agli anni 60.

I due però si accorgono che la musica, in quegli anni, sta cominciando a prendere tutt’altra direzione.
Dall’altra parte dell’ Atlantico, in Europa, arrivano alla ribalta gruppi come i Beatles, i Rolling Stones e i “The Who”. In America il movimento folk diventa importantissimo sulla spinta, tra gli altri, di Bob Dylan.
Paul Simon, che dei due è l’autore delle canzoni, dovrà confrontarsi molto frequentemente con lo stesso Dylan. Le differenze tra i due musicisti sono comunque notevoli. Simon ha un approccio più intellettuale e meno istintivo rispetto all’autore di “Blowin’ in the Wind”. La sua scrittura è molto raffinata , influenzata, a volte, anche dalla conoscenza della storia della musica, come è evidente in alcuni brani da lui composti. Ne è un esempio la canzone “American Tune” della quale ho parlato nella puntata n. 60.
I due decidono, tra le altre cose, di cambiare anche il loro nome in quello definitivo, “Simon & Garfunkel”, e pubblicano, nel 1964, il loro primo album “Wednesday Morning 3 A.M.”.

In questo primo lavoro sono inclusi cinque brani originali tra i quali spicca la famosissima “The Sound of Silence”.
In realtà, all’inizio, questa canzone non sarà per nulla famosa, anzi. L’album, infatti, si dimostra un flop dal punto di vista commerciale.
La delusione per un risultato di vendite così scarso spinge il duo a dividersi e Paul Simon, decide di recarsi in Inghilterra, a Londra.
Il produttore dell’album però intuisce le potenzialità di quel brano, che sul disco era in versione del tutto acustica, e decide di metterci le mani. Senza chiedere l’autorizzazione agli autori inserisce tracce di batteria, chitarra elettrica e basso, ripubblicando la canzone in questa nuova veste. Il successo è immediato e clamoroso al punto che Simon e Garfunkel vengono richiamati precipitosamente a New York e da quel momento la carriera del duo sarà un continuo crescendo.
“The Sound of Silence” oltre ad avere una linea melodica estremamente accattivante può contare anche su un testo molto significativo, che emoziona anche alla sola lettura. E l’unione di musica e liriche moltiplica all’ennesima potenza l’impatto emotivo.
Paul Simon, da un punto di vista letterario, tocca, in questa canzone uno dei suoi vertici. Utilizza metafore e citazioni dotte per parlare dell’incomunicabilità nei rapporti umani, fino ad arrivare a dare un “suono al silenzio”.
Questo è l’ultimo verso:
“E le persone chine in preghiera
Al dio Neon che si erano creati
E la scritta mostrò chiaramente il suo monito
Nelle parole che si stavano formando
E la scritta disse: “Le parole
dei profeti si trovano
sulle pareti delle metropolitane
Negli atri dei caseggiati
E mormorano il suono del silenzio”.
Ma ciò diede a questo duo la consacrazione definitiva, facendolo diventare uno dei gruppi che meglio rappresentano una generazione, quella di chi aveva tra i 18 e i 25 anni negli anni 60, fu la partecipazione, su invito del regista Mike Nichols, alla composizione della colonna sonora di uno dei film più rappresentativi di quegli anni. Sto parlando de “Il Laureato” con la presenza di un giovanissimo Dustin Hoffman, praticamente agli esordi della sua carriera.

Simon e Garfunkel accettarono l’invito con entusiasmo. Il successo incredibile di questa pellicola fece da traino per l’altrettanto clamoroso riscontro presso il pubblico che ebbe la colonna sonora. Tre sono le Hit che diventano memorabili: “The Sound of Silence”, appunto, la struggente ballata “Scarborough Fair” e soprattutto la il brano più rappresentativo del film, la famosissima “Mrs. Robinson”.
“Mrs. Robinson” è, tra l’altro, proprio la canzone di apertura del concerto a Central Park.
Il successo del film fu notevolissimo e superò i confini degli Stati Uniti arrivando anche in Europa.
“Mrs. Robinson” suscitò l’interesse anche di un artista che stava muovendo i primi passi della sua carriera da cantautore, che ne tradusse il testo proponendola, a volte, nei suoi concerti. Non la registrò mai, ma la sua versione venne incisa da uno dei gruppi cosiddetti “beat” di quel periodo, “I Royals”.
Questa è l’adattamento italiano di “Mrs. Robinson” il cui testo è, udite udite, di Francesco Guccini.
Grazie al successo ottenuto, Simon e Garfunkel diventarono in pratica tra i più importanti rappresentanti della generazione beat di quegli anni.
Non sono mai stati coinvolti nelle varie ideologie politiche che in quel periodo andavano per la maggiore anche tra i cantanti folk-rock americani. I loro testi affrontavano problematiche più intime e personali, come il disagio o l’incomunicabilità, appunto. Si sono sempre tenuti un po’ ai margini dei movimenti di contestazione. Probabilmente è stato proprio questo uno dei motivi che ha garantito loro un successo al di la delle mode contingenti, facendoli diventare quasi un’icona “fuori dal tempo”. Sono stati, in pratica, gli autori ideali per accompagnare i giovani del tempo lungo il percorso della vita.
La vita del duo, però, è sempre stata caratterizzata da forte conflittualità. Sia Simon che Garfunkel hanno, infatti, una personalità molto forte e poco incline a cedere al compromesso. Le discussioni, anche vibranti, erano all’ordine del giorno. Dopo la pubblicazione di un album di enorme successo come “Bridge Over Troubled Water” del 1970, la loro collaborazione arrivò al capolinea. Durante tutti gli anni 70 la loro carriera percorse strade ed indipendenti, con alterne fortune.

Quella di Paul Simon, nonostante alti e bassi, è stata più significativa essendo lui anche e soprattutto un autore, oltre che esecutore.
Art Garfunkel invece decise di dedicarsi maggiormente alla sua altra passione, quella della recitazione.
Si arriva quindi al 1981. New York stava vivendo un periodo abbastanza complicato anche per quello che riguarda la sicurezza. Il degrado colpiva soprattutto Central Park la cui manutenzione richiedeva ingenti somme, che il comune non aveva a disposizione.
Nacque quindi l’idea di organizzare un concerto di beneficenza per la raccolta di fondi destinati alla manutenzione del parco stesso.
L’idea di proporre un ritorno del duo Simon e Garfunkel si rivelò vincente per molti motivi.
I due, infatti, erano newyorkesi doc . Avevano vissuto la città e amandola visceralmente.
Inoltre la loro “reunion” era molto attesa dal pubblico che non aveva mai smesso di considerarli come beniamini e icone di un’epoca.
Il successo della manifestazione non sembrava comunque scontato. Dieci anni di separazione erano comunque tanti, e i problemi che avevano causato la fine del “ duo” non erano affatto stati superati.

Le prove, durate tre settimane, furono piene di scontri e litigi. Art Garfunkel voleva riproporre il duo delle origini, in versione acustica. Paul Simon, che nel frattempo aveva sviluppato una carriera diversa, voleva invece essere accompagnato da una band numerosa. Garfunkel dovette inoltre imparare alcune canzoni della carriera solistica di Paul. Le tensioni arrivarono quasi al punto da mettere in dubbio la realizzazione stessa dell’evento.
Poi, per fortuna, i due trovarono un accordo sui pezzi da fare insieme, oppure da soli, e per quello che riguardò l’organico vinse Paul Simon. I due vennero infatti accompagnati da una band comprendente i migliori turnisti disponibili in città tra i quali spiccavano i nomi del batterista Steve Gadd, già nel gruppo di Chick Corea, e del bassista Antony Jackson, uno dei più richiesti session man del periodo.
Per dare un idea del clima che si era creato durante le tre settimane basta leggere questa dichiarazione di Paul Simon:
“Le prove sono state semplicemente miserabili. Io e Art abbiamo litigato praticamente per tutto il tempo”.
Nonostante tutto questo il concerto fu un grande successo. Ne venne tratto un doppio LP che vi invito a scoprire meglio per conto vostro perché ne valer assolutamente la pena. Venne anche girato un video, che si può trovare tranquillamente su YouTube, contenente tutto il materiale del disco più alcuni brani extra.
L’album tratto dal concerto è in pratica una specie di “Greatest Hits”. Contiene infatti tutti i brani più importanti del “duo”.
Tra questi spicca la famosissima ballata “Scarborough Fair”.
È una canzone tratta dal loro terzo LP il cui titolo fa riferimento proprio al secondo verso di questa canzone “Parsley, Sage, Rosemary and Thyme (prezzemolo, salvia, rosmarino e timo).

La canzone si ispira ad una ballata scozzese, probabilmente del XVII secolo, ma potrebbe essere anche di un periodo anteriore.
È la storia di un giovane che invita l’ascoltatore a domandare alla sua amata di un tempo di affrontare per lui una serie di imprese impossibili. Solo nel caso le prove venissero superate ella potrà tornare ad essere il suo vero amore. Uno dei cimenti da affrontare riguarda la confezione di una camicia senza poter usare ago e filo, lavandola successivamente in un pozzo privo di acqua.
Il brano, come molte ballate antiche, ha un ritmo ternario e la sua struttura è abbastanza semplice. La melodia infatti si ripete continuamente. Questo però permette al “duo” di fare sfoggio della propria capacità di armonizzare le voci in modo diverso ad ogni strofa. È una grande dimostrazione di inventiva e di perizia tecnica.
Uno dei momenti più significativi di questo album è la riproposizione di un altro classico del “duo”, ”Bridge Over Troubled Water”.
All’inizio di questa puntata ho riportato una delle dichiarazioni di Paul Simon riguardo la nascita di questa canzone, “…un momento prima non c’era, e il minuto successivo tutta la melodia era li”.
Poi prosegue raccontando :” All’inizio pensavo che le parole fossero troppo semplici. Ma in realtà è proprio questo che le ha rese universali”.
L’autore ha ammesso di aver avuto l’ispirazione durante un periodo nel quale ascoltava molta musica “gospel”. In effetti, in sala di registrazione, vennero impiegati un paio di giorni per cercare di trasportare la parte di chitarra, strumento che Simon aveva utilizzato per la composizione, per poterla eseguire al pianoforte. Fortuna volle che il pianista, Larry Knechtel, avesse una conoscenza abbastanza approfondita della musica gospel. All’inizio della canzone questo modo di portare il ritmo e gli accordi, tipico del genere, è palesemente evidente.
Altro elemento da sottolineare è che la canzone, all’inizio, era costituita da solo due strofe. Tutti quanti però, soprattutto Art Garfunkel incaricato di cantarla, sostenevano la necessità di una terza strofa. Nonostante l’iniziale riluttanza Paul Simon si fece convincere. Agì allora in modo diverso dal solito. Lui che solitamente aveva bisogno di tranquillità e privacy per scrivere, compose la terza strofa direttamente nello studio di registrazione.
Anche questa canzone è caratterizzata oltre che da una melodia avvincente, da un testo estremamente significativo.
“Quando sei stanca, ti senti piccola
Quando ci sono lacrime nei tuoi occhi
Le asciugherò tutte.Sarò dalla tua parte
quando i tempi si fanno duriE gli amici non si trovano,
Come un ponte sull’acqua
agitata mi sdraierò.
Ti conforterò,Prenderò la tua parte
Quando arriverà l’oscutità.”
Anche nella versione di questo disco la canzone è affidata alla sola, delicata voce di Art Garfunkel.
“The Concert in Central Park” di Simon & Garfunkel è stato, ed è ancora, uno degli album “live” più importanti della musica leggera internazionale. Il suo successo di vendite è stato clamoroso. Questo però non fu sufficiente a garantire una duratura prosecuzione dell’attività del “duo”. Dopo tre anni circa Simon & Garfunkel hanno preso strade diverse nuovamente. Ciò che importa però è che ci abbiano lasciato questa perla che vi invito caldamente a scoprire anche durante queste festività. Sono sicuro vi riempirà il cuore di gioia e di ricordi regalandovi momenti di serenità. Magari vi farà anche riflettere su argomenti, situazioni e suoi messaggi universali che i testi delle canzoni contengono.
A questo proposito c’è un’affermazione di Art Garfunkel che mi piace tantissimo:
“Se sei giù lascia che la mia voce, che fortunatamente è un dono, sia tua amica”.

