Il suo fascino deriva soprattutto da uno slancio vitale fortissimo e viscerale per la libertà e l’indipendenza personale.

Puntata numero centotredici

Tu chiedi l’impossibile,
Carmen non ha mai mentito;
la sua anima resta inflessibile.
Tra lei e te, tutto è finito.

No, so bene che è arrivato il momento,
so bene che mi ammazzerai;
ma che io viva o muoia,
no, no, non cederò!

Carmen non cederà mai!
Libera è nata, e libera morirà
!”

Alcuni sostengono che l’opera sia un tipo di spettacolo superato, con delle trame a volte anacronistiche e personaggi che rappresentano stereotipi passati molto lontani dall’odierna sensibilità.

In realtà non è così, o meglio, non è sempre così. Spesso ciò che viene raccontato in questo tipo di spettacolo si rivela ancora estremamente attuale anche, e direi soprattutto, in un periodo così complesso come quello che stiamo vivendo.

ASCOLTA IL PODCAST

Da questo punto di vista una delle più moderne, vista la caratura dei personaggi e lo sviluppo della trama, è, senza ombra di dubbio, “Carmen” di Georges Bizet.

Georges Bizet

È stata composta nella seconda metà del XIX secolo e il suo debutto ha avuto luogo  nel 1875. Il compositore, Georges Bizet, è nato nel 1838 ed è morto nel 1875, pochi mesi dopo la prima, a nemmeno quarant’anni.

“Carmen” è indubbiamente la sua composizione più famosa e risulta, a tutt’oggi, la seconda opera, per numero di rappresentazioni e di allestimenti al mondo, preceduta da “La Traviata” di Giuseppe Verdi.

Dopo un’accoglienza abbastanza tiepida quest’opera ha via via incontrato i favori del pubblico. Il suo successo è dovuto senza dubbio non solo alla qualità della musica ma anche alla tipologia e complessità dei personaggi e degli eventi raccontati dalla storia.

A questo riguardo è soprattutto la protagonista Carmen quella che ha catalizzato maggiormente l’attenzione del pubblico.

Si tratta, infatti, di una figura rivoluzionaria per l’epoca e attuale ancor oggi.

Nella nostra società il problema della prevaricazione degli uomini, spesso incapaci di accettare la fine di una relazione,  sulle donne, sfocia sovente, purtroppo, nel preoccupante fenomeno dei femminicidio. Questo è uno dei motivi che rendono Carmen molto attuale.

E’ un personaggio forte, femminile , anticonformista. È una donna particolare, una zingara che vive ai margini della società e della legalità. È bellissima, passionale, incantevole. Ma il suo fascino, più che da una sensualità sfacciata ed esibita, viene da quello slancio vitale fortissimo e da un amore smisurato per la libertà e l’indipendenza personale. Carmen non bada alle regole e ai ruoli sociali, non ha alcuna soggezione verso l’autorità, anzi, spesso se ne fa apertamente beffe.

Tutta la grandezza di questo personaggio si palesa sul finire dell’opera.

Pur di non cedere alle minacce di Don José, col quale aveva avuto una storia e che non accetta di essere stato lasciato, lo sfida apertamente consapevole della possibilità di rimetterci la vita. È una scelta di coerenza e di rispetto  verso se stessa. In questo senso alcuni l’hanno paragonata a “Don Giovannidi Mozart che  , alla fine, fa una scelta simile preferendo sprofondare all’inferno piuttosto che pentirsi del suo modo di vivere.

Don Giovanni e la statua del Commendatore

Emblematica, a tal proposito, è la frase che Carmen pronuncia proprio nel tragico finale, parlando di se stessa in terza persona:

Carmen non cederà mai!
Libera è nata, e libera morirà!”

Il protagonista maschile invece, Don José, è un personaggio che muta radicalmente durante lo svolgersi degli eventi. È preso da una passione folle e si lascia condurre alla rovina dalla donna che ama. Rinuncia a tutto ciò in cui crede, ai suoi valori, sacrifica se stesso e la famiglia. Questa  travolgente passione  lo condurrà ad uccidere proprio la persona amata, nel momento in cui si renderà conto che tutto è finito e che non la potrà più riavere. 

In questa puntata non possibile, per forza di cose, parlare approfonditamente di tutta l’opera. Per questo volevo concentrare il racconto sulla figura di Carmen, intorno alla quale ruota tutta la vicenda, anche se In realtà il dramma vero è quello di Don José. È infatti lui il personaggio che subisce un’evoluzione, o un’involuzione secondo i punti di vista, durante il corso dell’opera.

Come detto l’opera è stata composta nel 1875, su libretto di due autori, Henri Meilhac e Ludovic Halévy, che si sono ispirati alla novella “Carmen” di Prosper Mérimée.

La prima rappresentazione ha avuto luogo  all’Opera Comique di Parigi. Si tratta di un teatro i cui spettacoli prevedevano un’alternanza di parti cantate e recitate. Questo, probabilmente, può aver in parte determinato, all’inizio, la tiepida accoglienza da parte del pubblico. Questo parziale insuccesso è stato molto pesante per Bizet da sopportare. Qualche musicologo sostiene che la delusione e il dolore possano aver, almeno in parte, contribuito ad accelerare le cause della sua morte avvenuta solamente tre mesi dopo la prima rappresentazione.

Come spesso accade, purtroppo, dopo la morte dell’autore “Carmen” ha spiccato il volo, un volo che non si è ancora concluso, fino a diventare una delle opere più amate e rappresentate al mondo.

È stata molto apprezzata proprio per il maggior realismo che la storia presenta, rispetto a quello di molte altre opere. Si può dire che abbia aperto le porte alla “corrente verista”, che mira a rappresentare vicende più attinenti alla vita ‘vera’, con riferimenti a fatti di cronaca e personaggi più realistici e dotati di maggior complessità psicologica.

È proprio questa complessità che non li rende né completamente positivi né totalmente negativi.

Inoltre è interessante notare come, in questo lavoro, siano proprio le scene a carattere più popolare quelle nelle quali la vicenda viene maggiormente portata avanti. Non si tratta di momenti folkloristici di contorno, come spesso accade. Il fatto che le vicende siano strettamente legate alla Spagna è un altro degli elementi determinanti. La musica si ispira in grande misura al folklore di questa terra e molte delle melodie principali sono popolari o di ispirazione popolare.

Siviglia

I due elementi maggiormente distintivi dell’intera opera risultano quindi il realismo della vicenda e il suo essere legata strettamente agli usi e costumi spagnoli.

Da un punto di vista più strettamente musicale l’opera si caratterizza anche per l’utilizzo, da parte di Bizet, di uno stilema compositivo che ha avuto in Wagner uno dei suoi principali alfieri: l’uso dei “leitmotiv”.

Si tratta di melodie o temi musicali, che rappresentano personaggi, situazioni, oggetti o stati d’animo che vengono proposti ogni qual volta questi elementi si presentano durante la vicenda.

È una tecnica compositiva evidente già nell’overture dell’opera nella quale vengono presentati alcuni dei temi più importanti.

Corrida – Pablo Picasso

All’inizio c’è la melodia identificativa della corrida. Successivamente quella che rappresenta il torero Escamillo, il rivale in amore di Don José. L’overture finisce con il tema che caratterizza Carmen e il suo destino, che diventerà uno degli elementi portanti del finale dell’opera.

Questa è l’overture che comincia con il famosissimo tema della corrida.

Overture tema della corrida

Subito dopo sentiamo il tema di Escamillo, il torero. Se la precedente era una melodia conosciuta, questa è senz’altro una delle più popolari non solo di quest’opera ma di tutta la storia dell’opera in generale.

Tema Escamillo

Successivamente viene ripreso il motivo iniziale e , quando sembra che tutto stia per finire, Bizet cala un altro asso nella manica e ci fa sentire quello che sarà il tema di Carmen e del destino, che avranno importanza fondamentale nel quarto atto. Contrariamente alle altre due, si tratta di una melodia drammatica. Arriva di sorpresa e rappresenta una vera “botta” dopo un inizio così spumeggiante.

Tema di Carmen

Dopo quest’overture Bizet e i librettisti ci fanno capire subito lo spessore del personaggio di Carmen.

All’inizio ci sono delle operaie che escono dopo il lavoro da una fabbrica di sigari, e si fermano in piazza dove ci sono anche dei soldati. I soldati e gli altri uomini aspettano che esca Carmen o “Carmencita” come la chiamano, probabilmente la più conosciuta tra le ragazze. Appena la vedono le chiedono se mai vorrà amarli.

Nella risposta che lei da c’è tutto, seduzione, ironia, sberleffo e autodeterminazione.

Quando vi amerò? In fede non lo so. Forse mai (pausa). Forse domani (pausa)”.

Poi conclude ironicamente: “Ma certamente non oggi”.

Ingresso di Carmen

Dopo un’entrata così importante e caratterizzante Carmen canta la sua prima aria. In realtà non è una vera e propria aria perché si tratta di una canzone, o meglio, di una danza popolare.

Bisogna specificare che Carmen canta quasi sempre canzoni popolari o che si ispirano al folklore spagnolo e non si esprime mai nello stile lirico tipico dell’opera. Lo stile lirico è quello che caratterizza, infatti, sia Don José sia quella che potremmo definire l’antagonista di Carmen, Micaela. Micaela è l’altra faccia della medaglia per quello che riguarda l’universo femminile. Quanto Carmen è sensuale, appassionata e indipendente, tanto Micaela è pudica, timorata, conformista, dipendente da Don José e se vogliamo anche un po’ prevedibile come carattere. Si potrebbe definire la classica “brava ragazza”.

Il canto di Carmen è invece legato alla terra. E questo si capisce, appunto, fin dal primo brano, la famosissima “Habanera”. Bizet l’ha composta ispirandosi ad un altra canzone molto conosciuta intitolata “El Arreglito”. In realtà pensava si trattasse di una musica popolare. Successivamente venne a scoprire che era stata composta solo pochi anni prima da un autore di grande successo popolare in quegli anni. Dopo averlo saputo aggiunse una nota alla partitura nella quale accreditava questa fonte a lui sconosciuta al momento della composizione.

L’Habanera è una danza non esattamente spagnola ma cubana, con un ritmo molto marcato.

Ve lo faccio sentire solo col pianoforte. Si tratta di una figurazione ritmica che continua a ripetersi sempre uguale.

Ritmo col pianoforte

Su questa figurazione ritmica si appoggia una melodia costruita in modo originale. È composta tutta di note discendenti molto vicine tra loro, tecnicamente di tratta di un “cromatismo”.

Risulta, apparentemente, anche poco orecchiabile.

Suonata in modo non ritmico, a piccoli gruppi, è questa.

Note della melodia senza ritmo

Ciò che rende interessante questa melodia è il ritmo che la caratterizza.  Sempre col pianoforte risulta così.

Melodia col pianoforte

Unendo i due elementi, la melodia e il ritmo che l’accompagna otteniamo questo risultato.

Melodia più ritmo

Se a questo aggiungiamo la perizia compositiva e di orchestrazione di Bizet, il testo cantato, e la bravura dell’interprete, abbiamo uno dei brani più conosciuti di sempre.

Habanera

Anche l’altro brano famosissimo che canta Carmen è di ispirazione popolare. Più precisamente si tratta di  una danza, la “Seguidilla”.

La scena è la seguente. Carmen è in prigione per una grave accusa e cerca di sedurre  Don José, il suo carceriere, per il quale prova un’attrazione, per convincerlo a liberarla. In quest’aria Carmen racconta che andrà sulle mura di Siviglia dal suo amico “Lilas Pastia”, proprietario di una taverna. Li  ballerà appunto la “Seguidilla” e berrà del “Manzanilla”, vino tipico andaluso. È un brano che solitamente viene indicato con due titoli, o la “Seguidilla” oppure “Pres des remparts de Seville”, cioè “Presso le mura di Siviglia”. Anche in questo caso la pulsazione ritmica è estremamente importante e la linea melodica è particolare e intrigante.  Non corrisponde infatti ai canoni tipici melodici della musica, diciamo così “colta” occidentale, ma è basata su scale musicali di derivazione popolare.

Anche questo è un brano estremamente conosciuto.

Seguidilla

Ovviamente la vicenda raggiunge il suo culmine proprio nel finale del quarto atto. È un finale che Bizet ha composto in modo musicalmente mirabile.

Qui i due protagonisti mettono definitivamente a nudo la loro anima. Don José, disperato, supplica Carmen di tornare con lui dicendosi disposto a tutto, anche a diventare un bandito per poterla seguire, rinunciando alla propria dignità. Carmen, dal canto suo, è incrollabile nel difendere la sua natura indipendente da qualsiasi costrizione. È fiera di essere libera e di autodeterminare il proprio destino.

L’ultimo incontro ha luogo davanti all’arena dove si sta svolgendo la corrida che vede impegnato Escamillo, l’altro spasimante di Carmen.

Bizet gioca sapientemente sui due piani narrativi. Alterna infatti la drammaticità dell’incontro che si svolge sul palcoscenico,  con le urla festose, che arrivano da dietro le quinte, della gente che festeggia la vittoria di Escamillo nell’arena.

Il risultato è, da un punto di vista drammaturgico, spettacolare.

Il momento clou si ha quando Don José canta in modo quasi strozzato:

Per l’ultima volta, demonio,
vuoi venire con me?”

 Carmen, pur consapevole che questo gesto sarà la causa della sua morte, getta violentemente per terra l’anello che lui le aveva regalato. In questo preciso momento la  folla nell’arena grida “vittoria” mentre  Don José, accecato dall’ira, la uccide.

Finale opera

È un finale tragico.

Tragico  come molti di quelli che ultimamente riempiono le cronache anche ai nostri giorni. Questo  come detto, rende Carmen un’opera estremamente attuale dalla quale, secondo me, abbiamo ancora molto da imparare.

Ma la cosa meravigliosa della musica, e dell’arte in generale, e che possiamo imparare tutto questo attraverso la bellezza e ricordando sempre che, come afferma la protagonista:

“Carmen non cederà mai!
Libera è nata, e libera morirà!”