Questi Posti Davanti al Mare

Al Confine di un Sogno

Vanessa Covini

Fossati, De André e De Gregori

Il “Trio delle Meraviglie”

Diciottesima Puntata

Dopo il salto nel passato remoto della scorsa Mollica, torniamo in un periodo molto più vicino a noi, e ad un genere certamente più conosciuto, che è quello della canzone di musica leggera, per parlare di un altro degli elementi fondamentali attraverso il quale la musica stessa ci fa arrivare sensazioni , emozioni e stati d’animo. 

Nelle Molliche precedenti abbiamo visto come la velocità, la dinamica o l’utilizzo di diversi colori strumentali siano “armi” espressive  formidabili attraverso le quali i suoni entrano in contatto con noi. 

A queste bisogna aggiungere quella di cui ci occuperemo oggi che è il “Fraseggio”. 

Questo termine indica il modo di portare le frasi musicali ed ha a che fare non tanto con quello che si suona o  si canta, quanto col come  si suona o si canta quella determinata frase musicale, quella melodia e anche come si interpreta, ad esempio, un determinato ritmo. 

Per capire l’importanza di questo elemento potete provare a pensare a quello che è il lavoro di un attore e a quanto un diverso modo di recitare alcune frasi possa cambiare anche il senso delle frasi stesse.

Anche una frase offensiva, se pronunciata in modo simpatico e scherzoso otterrà, probabilmente una reazione benevola o un sorriso, mentre se   detta con un tono aggressivo avrà un effetto completamente diverso e, probabilmente, più legato al suo significato letterale. 

Il fraseggio in musica funziona nello stesso modo e ci abitua a porre la massima attenzione sul come vengono fatte le cose. Questo è molto importante perché, in un periodo in cui sembriamo soffrire tutti di bulimia in quanto tendiamo sempre a fare un sacco di cose senza, a volte curarci della qualità di quello che facciamo, la musica, attraverso il fraseggio e non solo, ci abitua a concentrarci sulla qualità di quello che facciamo più che sulla quantità. 

Per andare sul concreto diciamo che in musica, in sostanza, per quello che riguarda il modo di portare le frasi, ci sono due aspetti principali: si può suonare o cantare in utilizzando il legato o lo staccato e spesso, usando varie combinazioni di queste due tecniche. 

Prendiamo, ad esempio, una melodia conosciuta da tutti fin da bambini che si intitola “Fra Martino”. Qui di seguito ci sono alcuni esempi di come si può suonarla o cantarla: tutta legata, tutta staccata, legata e staccata e il contrario o usando gli accenti per enfatizzare il legato o lo staccato

Fra Martino : legato, staccato e combinazioni varie.

Immaginate di usare questo modo di fraseggiare su un brano più importante, magari con una strumentazione imponente e capirete come l’effetto globale può cambiare radicalmente. 

Ogni brano richiede un fraseggio particolare e, rimanendo nell’ambito della musica leggera, ad esempio, è evidente come ogni artista abbia il suo personale approccio al modo di portare le frasi. 

Per portare sul concreto questi che potrebbero sembrare discorsi eccessivamente tecnici, vi voglio parlare di un brano scritto da Ivano Fossati , presente nel suo album “La Pianta del Tè” del 1988 che si intitola “ Questi Posti Davanti al Mare”. 

La Pianta del Tè : cover

La caratteristica principale di questo brano è che viene cantato, non insieme ma un pezzo per ciascuno, da Fossati stesso, da Fabrizio De André e da Francesco De Gregori, vale a dire quello che potremmo definire come il “Trio delle Meraviglie” del cantautorato italiano. 

Ascoltando questo brano ci si può rendere conto di quanto sia diverso, a parità di linea melodica, il modo di fraseggiare di questi tre mostri sacri e come questo influenzi le sensazioni che ci arrivano e che sono diverse in conseguenza di chi di loro sta cantando. 

Questo è dovuto anche all’importanza del testo che si presta a diversi livelli di lettura, il cui inizio recita così: 

“Le ragazze di Firenze vanno al mare 

Le ragazze di Firenze vanno all’amore 

Le ragazze di Milano han passo di pianura 

Che è bello da vedere, che è bello da incontrare 

In questi posti davanti al mare 

Con questi cieli sopra il mare 

Quando il vento riscalda, a suo tempo, il mare. 

Le ragazze di Torino han smesso di lavorare, 

Alle sette hanno smesso di lavorare, 

E anche il treno da Torino è un treno di pianura.  

Però dovrà arrivare, però dovrà arrivare, 

In questi posti davanti al mare, 

Con questi cieli sopra il mare, 

Sin da Pavia si pensa al mare, 

Sin da Alessandria si sente il mare, 

Dietro una curva, improvvisamente, il mare”. 

Questo testo contiene molte immagini.

È come un quadro. E questo quadro lo ritroveremo più avanti, spiegato, illustrato o vissuto da questi tre artisti. 

Questi Posti Davanti al Mare

La prima cosa da dire è che la canzone ha un’introduzione musicale abbastanza lunga, circa trenta secondi, il che ci serve per entrare in un clima particolare di attesa, di tensione e di attenzione verso quello che succederà. 

Questa è l’introduzione

Intro strumentale

Questa Intro ci serve per entrare in questo racconto fatto da una persona la cui vita si è svolta quasi completamente, essendo di Genova, davanti al mare. Questo non è un particolare di scarsa importanza perché anche De André è genovese mentre De Gregori è un cittadino di Roma e tutte queste cose si sentono nel loro modo, diverso, di cantare e fraseggiare. 

Finita l’introduzione entra Fossati e ti “fa vedere” questo quadro

Strofa di Fossati

Dico che Fossati ti fa vedere questo quadro perché il suo modo di fraseggiare è molto legato, le parole quasi si incastrano una nell’altra e noi abbiamo una visione chiara di tutte le “scene” che compongono questa prima strofa. 

A questo punto entra De André

Strofa De André

 

De André non ti fa vedere il quadro, ti ci porta dentro. 

In che modo ti ci porta dentro? 

Per cominciare quello che fa Fossati , De André lo sviluppa all’ennesima potenza. Il suo fraseggio è veramente rilassato e dilatato con tutte le note tenute lunghe. 

Ci sono due punti fondamentali per capire questo.

Il primo è sulla frase :” Alle sette hanno smesso di lavorare”. In quel “lavorare”, nel modo di pronunciare quella parola , c’è tutta la fatica di questo lavoro giornaliero e se per caso, e questo è il secondo punto, qualcuno avesse un dubbio sul fatto che il treno che parte da Torino sia un treno che attraversa la pianura, De André te lo toglie subito

Particolari De André

Con questo modo di cantare De André ti porta dentro questa storia.

Ti porta tra le ragazze di Torino che vedono, dietro una curva, improvvisamente il mare, e lo fa sia dilatando, come detto tutte le parole e poi, e questa è un’altra sua caratteristica inconfondibile, utilizzando il suo particolare tono di voce, caldo ma sempre perfettamente definito, che rappresenta un po’ un’eccezione nel panorama musicale italiano e non solo. 

Un’eccezione perché, contrariamente a quello che succede di solito e a quello che vi ho detto nelle Molliche precedenti le sue canzoni sono strettamente dipendenti dal suo timbro di voce e dal suo modo di cantare.

Nessun altro interprete riesce a rendere i suoi brani come fa lui. 

Per assurdo, ma nemmeno tanto, tempo fa ho assistito a una rappresentazione, in forma di spettacolo, della “Buona Novella”, uno dei suoi album più importanti. In quella occasione c’era una bravissima cantante che eseguiva la canzone che Maria canta in prima persona. Ebbene anche in quel caso il confronto era tutto a vantaggio dell’interpretazione di De André pur se il brano ha un testo declinato al femminile. 

Questi discorsi sulle differenze tra Fossati e De André potranno sembrarvi forse frutto di elucubrazioni mentali, ma diventeranno più evidenti ascoltando il modo di cantare di De Gregori che è completamente diverso sia come fraseggio che come intenzione ritmica

Strofa De Gregori

De Gregori canta tutto più “corto”.

Tutte le parole sono più staccate e uno se ne accorge anche perché “improvvisamente” si sente molto di più la musica,  che occupa gli spazi  lasciati vuoti dalla linea melodica. 

 Tutto è più conciso. Questo dipende da uno stile personale dovuto anche, e soprattutto, al fatto che lui è l’unico dei tre che non ha passato la sua vita in “quei posti davanti al mare”, con i ritmi di chi è abituato a regolare le proprie azioni secondo le leggi della natura, ma ha vissuto in una grande città con lo stress e la frenesia di un tipo di vita completamente diverso, il che si riflette, ovviamente, anche nel modo di agire sul tempo e di portare le frasi. 

Questo è il motivo per il quale De Gregori ti racconta questo quadro, Fossati te lo illustra , e De André ti ci porta dentro. 

Tre modi diversi, due un po’ più simili tra loro perché gli interpreti vengono dallo stesso posto, e uno completamente diverso. 

Questo non vuol dire che uno sia meglio dell’altro. Sono tutti validi e interessanti e ognuno di noi, in conseguenza, si rispecchierà in quello che ritiene più affine ai propri gusti. 

Il brano è bello, il testo anche, la melodia è interessante e tutti e tre cantano in modo convincente. 

Per quello che mi riguarda la mia preferenza va a De André perché con il suo affrontare le canzoni mi emoziona sempre, sia per il suo modo di fraseggiare sia per il timbro della voce così unico.

Ma questa, evidentemente, è un’opinione del tutto personale. 

Questa canzone, dove tutti e tre affrontano la stessa melodia, anche se quella di De Gregori è leggermente diversa, ci permette di capire e apprezzare i differenti approcci e le diverse intenzioni e di porre l’attenzione su quella che sentiamo più vicina alla nostra sensibilità. 

Ecco, il fraseggio, in musica, riguarda tutti questi aspetti. 

Sono gli stessi meccanismi che adopera un attore: legare le parole, staccarle, usare le pause e gli accenti.

Il linguaggio ha queste caratteristiche. E la musica, come tutte le altre arti, è un linguaggio. 

Le motivazioni e le regole di fondo sono uguali per tutte le arti, poi ognuna le sviluppa in modo particolare ma è evidente che se io parlo di fraseggio, ad esempio, parlo di qualcosa che ha a che fare, ad esempio, con la recitazione, con la musica e con la danza . Alla radice tutte le arti hanno le stesse necessità espressive. 

Capire questo è fondamentale come capire che, in realtà, lo scopo di chi fa dell’arte non è quello di diventare un cantante, un musicista, un danzatore, un pittore, un attore e così via, ma quello, ben più importante e significativo di diventare un artista che riesca ad esprimersi attraverso la musica, il canto, la danza, la pittura, la recitazione e quant’altro. 

Queste arti non sono un fine ma un mezzo per trasmettere qualcosa di se stessi e le proprie emozioni. 

Detto questo, ciao a tutti e, al solito………..fate i bravi. 

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